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Letizia Stajano è coordinatrice dell’area infanzia per l’Istituto Comprensivo Carpi Centro. Ricorda bene il primo periodo di chiusura delle scuole (febbraio 2020), seguito da un vero e proprio lockdown generalizzato, disposto per Dpcm.

“Ricordo un senso di grande attesa, di grande incertezza. Ovviamente anche un senso di paura, di preoccupazione che circondava la scuola, che arrivava da tutti i canali. Ricordo come tutti questa richiesta continua di notizie e aggiornamenti. Le famiglie dei bambini erano molto disorientate e all'inizio hanno fatto molta fatica.”

Il corpo insegnante come si è mosso, che misure ha preso?

“Intanto la nostra dirigente da subito si è mostrata tempestiva. Ci ha riuniti in diversi incontri collegiali dove abbiamo potuto confrontarci e da subito si è attivata una piattaforma che ha reso possibile la comunicazione con le famiglie. In breve, ogni sezione si è attivata con  i rappresentanti dei genitori che hanno acquisito un ruolo fondamentale e si sono dimostrati all’altezza. Devo però dire che, in termini di reti di relazione, non partivamo dall'anno zero. Erano già attivi canali consolidati di comunicazione con i genitori. Ovviamente c'è stata tanta formazione che sta peraltro continuando, ora con maggiore consapevolezza.”

Oggi le scuole sono di nuovo chiuse per la zona rossa: come stanno andando le cose?

“Oggi stiamo affrontando una nuova sospensione, ma non una chiusura: è diverso. Siamo tutti più preparati, più consapevoli. Siamo in grado di raggiungere quelle famiglie che la volta scorsa non erano riuscite a tenere un contatto. Il nostro istituto è frequentato anche da molti bambini stranieri, per cui la difficoltà più sentita rimane quella di relazionarsi con genitori che non comprendono bene l'italiano. Diversamente dalla volta scorsa, adesso le insegnanti di sostegno sono a scuola con i bambini. L'altra volta i bambini disabili furono, non dico abbandonati, ma certo fecero molta più fatica. La rete è fondamentale e sta facendo la differenza.”

Anche le famiglie sono meno traumatizzate rispetto a un anno fa?

“Per molte di loro anche adesso il problema rimane. Chi aveva difficoltà a gestire il lavoro e la cura del bambino, continua ad averla. La scuola ad ogni modo è consapevole e cerca di intervenire, confidando che la sospensione sia davvero, stavolta, temporanea. Il grande desiderio è tornare a scuola, questo è chiaro. È un momento difficile, dobbiamo fare squadra.”

Il ruolo di insegnante è cambiato, con la DaD? La digitalizzazione è un portato positivo, oppure la presenza è insostituibile?

“La presenza è fondamentale, poi per la verità ormai da sempre da qualche anno abbiamo allenato i bambini al pensiero computazionale. È chiaro che gli insegnati si stanno via via appropriando di mezzi comunicativi digitali che possono personalizzare ancora di più l'apprendimento dei bambini. Abbiamo fatto formazione: certo è un'opportunità in più. Noi contiamo di non lasciare solo nessun bambino. Raggiungere tutti. E affrontare la pandemia come una sfida.”

Capofila del progetto

ACEG - Istituto Sacro Cuore
C.so M. Fanti, 89
41012 Carpi (Modena)
Tel: 059.688124
Mail: sacrocuorecarpi@tiscali.it
CF 81000250365

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